Valentini a Viola e Profumo: bravi!

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In generale le persone si possono dividere in due grandi categorie: quelle che tendenzialmente stanno in silenzio e quelle che parlano in continuazione. Delle prime rimane sempre il dubbio sulla loro reale consistenza, molti personaggi, anche in politica, preferiscono questo modo di fare per non scoprirsi. Sulle seconde, viceversa, non ci sono perplessità: è tutto evidente! Allora è evidente che il Valentini in due anni non ne ha azzeccata una. Le sue ultime esternazioni sul Monte sono, a questo riguardo eclatanti. E per l’ennesima volta non fa i conti con il suo passato, né con quello del PD. In più siamo passati da una critica, anche se velata, a Viola e Profumo ad una vera e propria condivisione. Chissà se gli sono arrivati gli echi delle cene fra Ceccuzzi e l’attuale presidente de Monte? Forse la condivisione delle iniziative del duo montepaschino dipendono da non voler essere da meno. Elogi per le ristrutturazioni (8.000 dipendenti in meno) e per i risultati. Domanda: potrebbe spiegarci in cosa consistono tali meravigliose performance? Ci aiuterebbe a smentire quei bugiardi della Borsa e colmare una evidente ingiustizia perpetrata dai mercati. Continua l’ex sindaco di Monteriggioni, esperto di urbanistica, a occuparsi di una vicenda, il Monte, che non appartiene più, grazie alla gestione del PD, a Siena e non ci dice nulla su cosa ha dato come indicazione ai suoi nominati in Fondazione circa la banca, stavo per scrivere senese, pardon!
Ma le perle non sono finite qui. Valentini si augura che l’acquirente del Monte sia una banca italiana, mah! Da che mondo e mondo, gli acquirenti si distinguono per un solo aspetto: i soldi! Sono questi che fanno l’identità nazionale, ammesso che, su queste questioni, ce ne sia ancora bisogno. Il mercato, invece, si sta orientando su altre ipotesi, quella dei fondi. Sappiamo tutti come si comportano quest’ultimi nella gestione dei propri asset, ma una cosa risulterebbe chiara che per intervenire vogliono una banca ripulita. Ma esilarante è il passaggio sul marchio, l’ex sindaco di Monteriggioni chiede che possa rimanere. E qui la copertura del passato è chiara e imbarazzante: al Valentini non passa per la testa che il marchio è stato violentato, dal punto di vista reputazionale, proprio dai suoi compagni di partito che lo tengono in vita come amministratore di Siena. Sopravvivenza a cui tiene tanto e che non gli permette di fare i conti con il passato penalizzando in questo modo il futuro della città. A proposito del futuro: quando si degnerà questa amministrazione di dirci qual’è il progetto strategico per il rilancio del nostro territorio, dopo tutti i fallimenti accumulati? Per ora quello che ha fatto Valentini & C. non supera lo spazio di un post.it.

Pierluigi Piccini