di Pierluigi Piccini

Se conosco un po’ come ragiona il Pd e soprattutto il Pd senese, in questo momento di grande debolezza e di confusione strategica, devo concludere che quel partito pensa di aver ricevuto due assicurazioni sulla vita. Si due assicurazioni sulla vita, almeno apparentemente. La prima è la mozione di sfiducia che verrà discussa nei prossimi giorni in Consiglio Comunale, voluta dal movimento cinque stelle. Mozione che dopo una serie di modifiche ha visto la convergenza di quasi tutta l’opposizione. La seconda, molto più importante, è arrivata dall’attacco mediatico che Grillo ha portato a livello nazionale all’ex sindaco di Monterriggioni. A queste due assicurazioni sulla vita si attaccheranno i piddini per dire che non possono revocare il mandato a un sindaco del proprio partito altrimenti darebbero ragione a Grillo. Inoltre, gli offrirebbero un vantaggio nella campagna elettorale che si aprirebbe a seguito delle dimissioni del Valentini. Così ragionano con il solito schema che il nemico, l’avversario, è utile per ricompattare il proprio schieramento anche se dilaniato da scontri interni, quindi salutare. Ho vissuto contro di me questo modo di presentarmi all’elettorato anche di sinistra: il nemico che va delegittimato in tutti i modi anche con durissimi attacchi personali. Ma andiamo oltre ed entriamo nel merito.

La partita sulla quale si gioca la credibilità del politico in questo momento a livello nazionale e soprattutto a Siena, investita dagli scandali e dal malaffare, è la legalità. Principio sul quale si può pensare di recuperare anche quella parte dell’elettorato che ormai da tempo non si reca più alle urne; non solo, la legalità è stata per molto tempo appannaggio della sinistra. Oggi, vista la situazione nella quale ci troviamo, la battaglia per la legalità è diventata patrimonio esclusivo di minoranze o di movimenti come cinque stelle, appunto. Non è un caso che la vicenda di Quarto abbia toccato un nervo scoperto del movimento sul quale si è gettato il Pd per dire, siamo tutti uguali. Siamo tutti uguali! Come tuonava Craxi in Parlamento. Capite!  La risposta del Pd è: siamo tutti uguali, incredibile! Esattamente dove si dovrebbe marcare una differenza (Berliguer) ci si appella al falso egualitarismo. A seguito di ciò il garantismo diventa l’alibi buono per uccidere il comportamento morale ed etico del singolo inquisito. Ma se si guarda nel merito le cose non stanno proprio così, al sindaco di Quarto sono state chieste le dimissioni pur non essendo indagato. Sono state chieste per non permettere nessuna speculazione sulla legalità del movimento cinque stelle. Ebbene a Siena la differenza è evidente: si preannuncia un rinvio a giudizio, ce lo fa intendere lo stesso Valentini nell’intervista rilasciata a Magrini e la stampa, inoltre, fa ipotesi di altri avvisi di garanzia. Tutti per una attività specifica, l’urbanistica, che ci fa capire come, in questo settore, ci fosse un vero e proprio sistema di gestione non rapportabile al singolo episodio. Il Pd rimarrà, se non ci fosse uno scatto, sotto la mole dei suoi tanti problemi: i processi a Siena e Milano per la Banca, le indagini di Salerno e quelle su Monteriggioni, mentre alcune di esse sono cadute in prescrizione e altre, invece, si preannunciano. Senza scatti e senza decisioni il Pd rischia seriamente di uscire di scena al momento delle elezioni amministrative che prima o poi si dovranno tenere e non è detto che il tempo sia la medicina che cura tutti i mali; continuando a gestire il Comune, in un momento delicatissimo, con un sindaco fortemente indebolito. Indebolimento che non deriva, solo ed esclusivamente, dalle questioni giudiziarie, ma da una vera e propria incapacità amministrativa. Tema che consiglierei di sviluppare e di mettere al primo posto nella scaletta degli argomenti, per chi si appresta a tenere il dibattito in consiglio comunale. L’elenco è così lungo che un articolo, come questo, non lo contiene tutto e che contrasta agevolmente con la tesi, la parola d’ordine, coniata da questa giunta: risorgere. Questa giunta ha fatto risorgere Siena. Ecco! Se così fosse, la giunta, cerchi almeno di convincere quei pochi iscritti al Pd che sono rimasti perché, anche loro, non ne sembrano convinti.