di Pierluigi Piccini

Per salvarsi il Valentini e il Pd non possono non attaccarsi agli aspetti giudiziari e al garantismo che ne consegue. Lo dovranno fare perché, se escono dall’attacco che gli ha portato Grillo e cinque stelle, non saprebbero più a che santo voltarsi. Il bilancio di questa amministrazione è decisamente fallimentare non essendo riuscita a contrastare il processo di depauperamento e di impoverimento di cui Siena è vittima ormai da tempo. È inutile ricordare come questo stato di crisi sia iniziato proprio dalla cattiva gestione amministrativa di alcuni uomini del Pd e come, tale situazione, continui per colpa del solito blocco di potere legato al Pd. Un blocco di potere che si estende dalla città, alla Provincia, dalla Regione, allo stesso governo con questi risultati: spostamento della ASL ad Arezzo, depotenziamento dell’Ospedale di Siena a vantaggio di Firenze, cambiamento della sede della Camera di Commercio da Siena ad Arezzo. Oggi arriva la ciliegina per bocca di Clarich e Viola, che con estrema onesta, dice quello che la politica nasconde: sarà estremamente difficile mantenere la Direzione Generale del Monte a Siena. È chiaro che siamo in presenza di una accelerazione dei processi: fallita la realizzazione della Bad bank per uno strumento che già esisteva e che si dimostra poco efficace, la soluzione non può che essere la fusione con un altro istituto di credito. Istituto bancario che con molta probabilità sarà domestico: il peggio del peggio. Risultano patetici i pronunciamenti di qualche nostalgico volenteroso che si attarda ancora ad ipotizzare un’autonomia per la banca ex senese. Autonomia che si dovrebbe realizzare, secondo questi, con l’uso delle scarse risorse della Fondazione e in barba alla normativa di riferimento. Quindi, il Valentini e la sua giunta hanno fallito sulle questioni strutturali e strategiche che riguardano Siena e il suo territorio; hanno continuato nel processo di impoverimento iniziato dai suoi colleghi, compagni sarebbe troppo, di partito. Tralascio gli altri fallimenti che pur essendo importanti, come la città capitale della cultura o il Santa Maria della Scala, a confronto di quelli sopra descritti risultano essere di “minore” importanza. Si capisce a questo punto l’attivismo di alcuni amministratori che hanno riempito, nell’ultimo periodo, le pagine dei giornali e gli schermi televisivi. Far vedere che qualcosa si muove, farci dimenticare la sede della ASL ad Arezzo con i due milioni di euro per le mura, o il probabile trasferimento della direzione generale del Monte con i quattrocentomila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Bisognerebbe consolarci secondo gli attuali amministratori del Comune con i mercatini in piazza del Campo o con l’affitto di qualche locale smart.

Allora si capisce perché il Pd fa quadrato e si difende dietro le questioni giudiziarie, l’alibi che gli consente di mantenersi a galla e che non consente quel ricambio di governo di cui Siena ha bisogno. Alibi che non permette al Pd di fare i conti con i suoi errori.