Masi, Valentini e l’urbanistica, ma di che parlano?

di Pierluigi Piccini

Vorrei mettere insieme il dibattito consiliare sulla mozione di sfiducia a Valentini e le affermazioni del Pd per bocca di Masi, sulla nuova fase da intraprendere da parte dell’amministrazione. Vorrei dimostrare che non ci sono contenuti credibili e come il tutto si risolva in una modesta iniziativa mediatica, con molta probabilità, concordata a tavolino: un’operetta! Parliamo di urbanistica e più precisamente dell’articolo della nazione dal titolo: “Piano strutturale e investimenti”. Piano strutturale, la regione Toscana tramite la nuova legge 65 da cinque anni di tempo ai comuni per fare i nuovi piani strutturali e i relativi piani operativi, quindi il tutto dovrebbe concludersi nel 2019. I piani strutturale sono gli strumenti principe per disegnare il futuro del territorio e per muovere degli investimenti. Ora, l’amministrazione comunale di Siena non ha fatto nulla in questo senso, non gli è passato neppure per l’anticamera del cervello di impostare il lavoro per la redazione del piano strutturale con il relativo piano operativo. Per fare questi due strumenti ci vogliono anni, tanto lavoro e le risorse necessarie. Questo per quanto riguarda la parte burocratica, poi c’è, più importante, l’aspetto politico: bisogna avere una visione strategica, una idea di città. Ci vogliono, quindi, altri coinvolgimenti e un atro respiro, Siena ha bisogno di questo, oggi, il vecchio piano strutturale (Cenni) è sballato e non regge più da nessuna parte lo si voglia prendere. Domanda: sarebbe la relazione ragionieristica e burocratica del Valentini in Consiglio Comunale il presupposto teorico su cui impostare la città del futuro? Ho seri dubbi al riguardo, anzi delle certezze. Cosa farà, con molta probabilità, l’amministrazione Valentini? Prorogherà, sul piano strutturale ormai superato, quello del Cenni, il vecchio regolamento urbanistico. Sì, perché questa amministrazione non è stata neppure in grado di fare un nuovo regolamento urbanistico, cosa che la legislazione regionale le avrebbe consentito. Con la salvaguardia del vecchio regolamento (Cenni) che, a detta del Valentini in campagna elettorale, faceva acqua da tutte le parti, cosa succede? Dopo aprile del 2016 si potrà procedere, come è sempre possibile, ai piccoli interventi,ma  si bloccherà la nuova edificazione, almeno che, non si proceda a singole varianti. Questa è la strada che ha scelto la giunta Valentini & C, quella delle singole varianti, con la relativa contrattazione caso per caso, fuori da una visione generale e di piano. Se ci aggiungete, poi, il lavoro sulla mobilità, completamente sfalsato da un intervento più generale e compatibile, come dovrebbe essere con la simultaneità di un nuovo piano strutturale, vi accorgerete facilmente che siamo in presenza di un accrocchio urbanistico.

Questa è la realtà dei fatti fuori dalla retorica della fase nuova, dei buoni propositi. Quei buoni propositi di cui è lastricata la famosa strada che porta all’inferno. Ma l’aspetto che veramente infastidisce è che si continui ad adoperare una doppia “verità”, quella che si vorrebbe che fosse, dalla realtà dei fatti. La lista delle doppie verità sarebbe lunghissima, personalmente me ne ricordo solo qualcuna: il Monte, la Fondazione, la Sansedoni, il Santa Maria della Scala, le questioni urbanistiche, la capitale europea della cultura 2019, lo Smart e via, e via. E via, e via si cerca di illudere i cittadini sperando di acquistare del tempo per cancellare la memoria.

9 Replies to “Masi, Valentini e l’urbanistica, ma di che parlano?”

  1. Prendiamo come esempio l’insediamento artigianale di via Toselli e quello commerciale di masse tana romana, risaliamo ai responsabili e impediamo loro di poter tornare a fare disastri del genere. Senza parlare del ponte di malizia e del piazzale rosselli

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  2. Dal CORRIERE DI SIENA di mercoledì 17 febbraio 2016.

    FIRMATA IMPORTANTE CONVENZIONE FRA COMUNE E TRIBUNALE PER MANUTENZIONE UFFICI GIUDIZIARI

    E’ stata firmata ieri un’importante convenzione fra il Comune e il Tribunale di Siena per la manutenzione degli uffici giudiziari. Sindaco, presidente del Tribunale e procuratore capo hanno sottoscritto un’intesa per far sì che il Tribunale di Siena possa continuare ad avvalersi dei dipendenti comunali, dietro copertura dei costi da parte del Ministero della Giustizia, nonostante da settembre scorso i Comuni non debbano più svolgere una funzione di supplenza sostituendosi allo Stato. Un accordo che si aggiunge alla prossima apertura del nuovo Tribunale Civile, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia. Un’operazione in collaborazione con la Fondazione Mps, che si auspica possa contribuire a un miglioramento organizzativo degli uffici con l’obiettivo di smaltire l’arretrato delle cause civili.

    E IL VALENTINI E’ ANCORA IN SELLA.
    E NON ARRIVA IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL TERZO DEGLI ADDEBITI PER IL CAMPO DA BASEBALL DI MONTERIGGIONI, PER IL QUALE IL PM NON HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE.
    E COSI’ GRAZIE ALLA PROSSIMA INAUGURAZIONE DEL NUOVO TRIBUNALE CIVILE, OVE OVVIAMENTE SARA’ PRESENTE VALENTINI, AVREMO IL RINVIO SINE DIE DELLA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO.
    CHISSA’ SE L’AGENDA SARA’ STATA BEN SCADENZATA DAL VALENTINI. UN’INAUGURAZIONE AL BIMESTRE SERVE PER EVITARE I RINVII A GIUDIZI DELLE PALESTRE?
    IL PROCURATORE CAPO VITELLO APPENA INSEDIATO DISSE CHE AVEVA NEI CASSETTI DECINE DI PREGRESSE ORDINANZE DI DEMOLIZIONE DI ABUSI EDILIZI DA ESEGUIRE.
    DI GRAZIA, SIGNOR PROCURATORE,ì QUANTE NE SONO STATE ESEGUITE?
    E’ POSSIBILE EVITARE LA PROCRASTINAZIONE DI ATTI OBBLIGATORI CHE INCIDONO SULLA VITA POLITICA DELLE COMUNITA’, SCANDENDONE I TEMPI E FINENDO PER OPERARE, LA GIUSTIZIA, CON EVIDENTE INVASIONE DI CAMPO, LA SELEZIONE DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI?

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  3. BREVE ANALISI DEI SEQUESTRI PENALI DEI COMPARTI TU-11 E TU-12 DI MONTARIOSO.
    PROBLEMATICA COMUNE AGLI ABITATI DI TOGNAZZA-SAN MARTINO, UOPINI ECC.?

    Mi si dice che giovedì scorso 18/2/2016 la Sindaca di Monteriggioni, unitamente alla compagine di governo politico-tecnica, abbia tenuto un incontro presso l’auditorium della BCC.
    Nel corso di tale incontro sarebbero stati presenti i diretti interessati al sequestro penale preventivo del Comparto TU-12 di Montarioso (o loro rappresentati). Essi avrebbero consegnato alla Sindaca copia della sentenza n. 2598/2016 con la quale la Sez. IV della Cassazione penale ha annullato l’ordinanza di conferma del sequestro preventivo, rinviando al Tribunale del Riesame che dovrà decidere nuovamente in altra composizione.

    Dice che toni positivi abbiano accolto l’ultima decisione della Cassazione.
    Con toni speranzosi, riguardo alla legittimità dell’art. 31 delle norme di attuazione del Regolament Urbanistico, è stata ricevuta dal Sindaco.

    A mio sommesso avviso tali positività non hanno ragione d’essere e il sequestro sarà confermato con la dovizia e l’approfondimento di argomentazioni che hanno caratterizzato il sequestro del Comparto TU-11 (confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, sez. III penale, con sentenza n. 38795/2015).

    Infatti, il problema di fondo dell’abitato di Montarioso (comune anche a quelli di Tognazza, San Martino, Uopini, Fornacelle ecc.) è l’assenza degli standards ex articoli 3 e 5 del DM 1444/1968 e delle opere di urbanizzazione ex art. 16 DPR 380/2001.

    Deve ricordarsi che il Comparto TU-12 (Civici, Benocci ecc.) fa parte dell’abitato di Montarioso così come il Comparto TU-11 (Lazzi), e tra loro distano circa 45 metri.

    Nel decreto di sequestro preventivo del Comparto TU-11, a firma del GIP dott. Malavasi, viene rimarcata la verosimile inadeguatezza – nell’abitato di Montarioso – dei presupposti per l’edificazione ovverosia l’assenza, in misura adeguata, delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
    In particolare, nel decreto di sequestro – confermato con dovizia di argomentazioni nell’ordinanza del Tribunale del Riesame (e scolpito dalla sentenza n. 38795/2015 della Cassazione, Sez. III) – il GIP rileva che da informative in suo possesso (non smentite o non adeguatamente confutate, con dovizia di prove, calcoli ecc. dal Lazzi nei successivi due gradi del giudizio cautelare) la frazione di Montarioso è priva di opere di urbanizzazione secondaria e che l’area è priva di pubbliche opere di urbanizzazione primaria quali verde attrezzato e parcheggi.
    In ragione di ciò, afferma il GIP, l’intervento non poteva essere di tipo diretto così come fissato nell’art. 31 delle norme di attuazione del RU, ma doveva essere preceduto dal piano di lottizzazione (pretermesso).

    Tali deficienze così come sono state rilevate per il Comparto TU-11 saranno acclarate (e diversamente non potrà essere) per il Comparto TU-12, per i motivi di identità di comprensorio e di vicinanza di aree.

    Ciò posto, occorre invece chiedersi quali sono le conseguenze dell’accertamento (di massima) fino ad oggi condotto in ordine all’inesistenza (nel senso anche di inadeguatezza) delle opere di urbanizzazione nell’abitato di Montarioso.

    La prima conseguenza che salta agli occhi è che non potrà non essere accertata la falsità del presupposto per la formazione delle previsioni edificatorie.
    Infatti, l’art. 31 delle norme di attuazione del RU reca all’incipit:
    ” Le aree di trasformazione urbanistica sono aree a destinazione prevalentemente residenziale finalizzate al consolidamento del ruolo delle frazioni maggiori dotate di servizi essenziali …”.
    E’ manifestamente falso il presupposto sul quale gli organi politici (Giunta e Consiglio comunale epoca Valentini) hanno operato le previsioni edificatorie perché la frazione di Montarioso NON E’ DOTATA DI SERVIZI ESSENZIALI.
    La Suprema Corte di Cassazione penale, sez. III, sentenza n. 38795/2015 è stata oltremodo chiara nel ribadire che esistenza di opere di urbanizzazione deve intendersi come adeguatezza per quantità e qualità di standards ed opere fissate negli articoli 3 e 5 del DM 1444/1968.
    E tali standards ed opere, come acclarato dal GIP (seppur in sede del giudizio sommario cautelare) NON ESISTONO A MONTARIOSO.

    Ma vi è di più.

    Il Comune di Monteriggioni (epoca VALENTINI) non conosce l’adeguatezza delle opere di urbanizzazione a Montarioso perchè non conosce l’entità e la qualità del carico urbanistico riversato nella frazione.
    In soldoni, poiché il quadro conoscitivo del piano strutturale e del regolamento urbanistico è privo dell’essenziale anagrafe edilizia (l’insieme dei dati della consistenza degli insediamenti, della loro condizione d’uso ecc.) NON ERA NEMMENO IN GRADO DI PIANIFICARE.
    Gli strumenti urbanistici confezionati dalla Giunta VALENTINI non hanno niente di urbanistico.
    Piuttosto sembrano i piani di fabbricazione che venivano confezionati assieme ai regolamenti edilizi in epoca che andava dal 1942 al 1/9/1967.
    La tanto progressista Giunta VALENTINI era ferma al 30/8/1967.
    Infatti, come affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 23/1978) all’indomani dell’entrata in vigore della Legge n. 765/1967 (cd. legge ponte) anche i piani di fabbricazione sono strumenti urbanistici e devono essere formati nel rispetto delle direttive vincolanti rese dallo Stato con il DM 1444/1968.

    LA GIUNTA VALENTINI HA COMPIUTO UN DISASTRO, ingenerando l’errata convinzione in coloro che hanno acquistato i terreni di aver a disposizione terreni edificabili (che in realtà non sono in stretta osservanza della legge).

    Infatti, nel contratto di acquisto dei terreni vi sarà stato sicuramente allegato il certificato di destinazione urbanistica, previsto dal legislatore statale per ovviare alle lottizzazioni abusive (nel presupposto che i PRG siano formati secondo legge), dal quale emerge che i terreni dei comparti TU-11 e TU-12 sono edificabili.

    A mio parere si tratta di radicale inesistenza delle qualità del bene che possono portare a cause di risoluzione contrattuale e richieste di risarcimenti danni.

    BRAVO VALENTINI, complimenti vivissimi!!!

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  4. Lo scorso 2 settembre 2015 la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è occupata del controverso tema della compatibilità con la Convenzione EDU della confisca per lottizzazione abusiva anche in caso di sentenza di prescrizione.
    Orientativamente nei mesi di maggio-giugno 2016 (in ragione dei tempi medi intercorrenti tra l’udienza e il deposito delle sentenze) dovremmo conoscere definitivamente se la confisca è comminabile anche in presenza di sentenza di assoluzione per prescrizione così come stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 49/2015.

    Quindi, la pronuncia della Grande Chambre EDU arriverà quando sono in corso i processi per lottizzazione abusiva nei comparti TU-11, TU-12, TU-8, Area L in Monteriggioni.

    Azzardo un pronostico.

    A mio avviso la Grande Chambre dichiarerà compatibile la confisca in caso di sentenza di prescrizione purché sia accertato la sussistenza del fatto-reato.
    E ciò in dipendenza anche dei principi enunciati nella direttive 2014/42/UE (da recepirsi da parte degli stati membri entro l’ottobre 2016), e segnatamente ai capoversi 20 e 21 che consentono la confisca estesa in caso di semplice accertamento di un reato posto in essere al fine di generare profitti leciti da reati, e finanche in caso di ragionevole possibilità “dimostrata” dall’autorità giudiziaria che i beni confiscati siano frutto di condotte criminose piuttosto che di altre attività.
    Senza contare che la tutela del patrimonio culturale, spesso e volentieri riconosciuto patrimonio UNESCO dell’Umanità, impone l’adozione di misure volte ad assicurarne alla collettività transnazionale il godimento.

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