2 Replies to “Pd Monteriggioni: “Scaramelli chiarisca”.”

  1. Finalmente un diradamento nelle nebbie di Monteriggioni.
    Da notare che la voce critica non arriva da Adelina Senesi.

    E’ vero!

    Le frasi di Scaramelli riportate dalla stampa sono più che infelici, sono dannose.

    Io l’ho capita così: siccome sono sequestrate (e poiché se tanto dà tanto verranno confiscate, perché è contestata la lottizzazione abusiva, così che entreranno nel patrimonio dell’ente locale) mandiamoci a stare la gente che ha bisogno della casa.

    Delle due l’una:
    o quelli che l’hanno acquistata ed hanno pagato centinaia di migliaia di euro sono ricchi e benestanti e non hanno bisogno della casa (così potranno tranquillamente traslocare)
    oppure questi signori, visto che difficlmente vedranno i soldi dalla ditta Tenuta di Uopini a titolo di risarcimento danni, né l’assicurazione del progettista interverrà perché se c’è un reato non si tratta di errore professionale, potranno stare nella casa che abitano sin d’ora (e noi faremo in modo, con leggi apposite, di assicurare loro il godimento) purché non facciano causa al Comune chiedendo i danni.

    Altri significati non li vedo.

    Ma i lor signori si dimenticano che la Regione Toscana, in materia di governo del territorio (alias urbanistica) più che i regolamenti poco può fare.
    Pertanto il sistema sanzionatorio amministrativo (confisca) non può essere inciso da provvedimenti legislativi regionali.

    Chiaro???

    Pertanto, prima di aprire bocca è meglio accertarsi di ciò che si dice (sempreché quello che è stato riportato sui giornali sia il senso vero di una più ampia intervista).

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  2. PEC del 16/2/2016, ore 17:01.

    Al Procuratore della Corte dei Conti della Toscana
    Al Procuratore della Repubblica di Siena (dott. Salvatore Vitello)
    Al Procuratore Generale c/o la Corte d’Appello di Firenze

    Al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica

    Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
    Al Segretariato del MIBACT per la Regione Toscana

    Al Sindaco, al Segretario e al Responsabile dell’UTC del Comune di Monteriggioni

    E per conoscenza:
    Al Soprintendente BB.AA. di Siena
    All’avv. Enrico Amante (legale del Comune di Monteriggioni)

    OGGETTO: ESPOSTO in ordine alla nota prot. n. 3753 del 16/2/2016 a firma del Soprintendente BB.AA. di Siena (arch. Anna Di Bene).

    Il sottoscritto geom. Massimo Grisanti (…) stamani ha ricevuto la nota prot. n. 3753 del 16/2/2016 a firma del Soprintendente BB.AA. di Siena (arch. Anna Di Bene) che allego alla presente.

    Come Cittadino mi sento profondamente offeso dal contenuto della nota, tanto che vengo a chiedere, anche in ragione dei sottostanti motivi, che:

    – La Procura della Corte dei Conti valuti la sussistenza dei presupposti del danno all’immagine delle strutture periferiche (locale e regionale) nonché centrale del MIBACT;

    – Il Procuratore della Repubblica di Siena valuti la sussistenza dei presupposti per l’abuso d’ufficio e il concorso in lottizzazione ed edificazioni abusive del Soprintendente BB.AA. di Siena (arch. Anna Di Bene);

    – Il Ministro per il Beni e le Attività Culturali valuti la sussistenza dei presupposti per l’avvio di un procedimento conoscitivo delle vicende esposte nonché di un procedimento disciplinare a carico del Soprintendente BB.AA. di Siena arch. Anna Di Bene.

    Nella nota qui riscontrata, il Soprintendente chiede al Comune di Monteriggioni di relazionarLa in ordine alla per gli esposti abusi e lottizzazione abusive di cui all’epigrafe della nota medesima.

    La decenza non alberga alla Soprintendenza di Siena?

    Tutti sappiamo che il Soprintendente aveva l’obbligo – fino al 31/12/2009 (v. art. 159 D.Lgs. 42/2004) – di esercitare i poteri di controllo (che si sostanziano nell’annullamento anche per illegittimità dell’autorizzazione concessa dall’autorità sub-delegata).

    Così come aveva l’obbligo di co-gestione del vincolo (ex art. 146 D.Lgs. 42/2004) dal 1/1/2010 mediante l’espressione del parere obbligatorio e vincolante.

    Pertanto, è ridicolo, ed offensivo anche per il comune senso dell’intelletto, che oggi colui che aveva l’obbligo di controllo e di co-gestione chieda all’Autorità esercitante il potere autorizzatorio (sempreché ne avesse, quest’ultima, i requisiti ex art. 146) di esprimersi in ordine alla regolarità delle procedure e delle autorizzazioni rilasciate.

    La richiesta del Soprintendente deve intendersi come chiamata a correità? Deve intendersi come chiamata a copertura di fatti e comportamenti illeciti? Deve intendersi come tentativo di scaricabarile?

    Io penso di no. Penso solo che ciò che è stato scritto sia una macroscopica cialtroneria.

    Però è bene che le loro valutazioni le compiano anche gli Organi in indirizzo.

    Specie considerando che in merito alla costruzione del PALAZZETTO DEL COSTONE (cd. Pala-Acampa, dal nome del prete imprenditore factotum) E’ STATA PROPRIO L’ARCH. ANNA DI BENE, quando già rivestiva la carica di Soprintendente BB.AA. di Siena, A NON VEDERE CHE L’EDIFICIO ERA STATO RUOTATO ED INCREMENTATO DI VOLUME PER MIGLIAIA DI METRI CUBI SENZA L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PREVENTIVA.

    Mi riferisco, Arch. DI BENE Anna, alla Sua nota prot. n. 3762 del 15 marzo 2007 (funzionario tecnico di zona Arch. Cecilia Sani) con la quale ritiene di non esercitare il potere di annullamento ex art. 159 D.Lgs. 42/2004 in ordine all’autorizzazione paesaggistica in variante n. 18 del 5 marzo 2007 rilasciata dal Responsabile dell’UTC P.Ed. PIERI Claudio per le seguenti opere già eseguite:

    – Nuova costruzione di un convitto di circa 1.100 metri cubi (se non oltre):

    – Creazione ex novo di un piano seminterrato al Palazzetto per circa mq 500 (evidentemente avvenuto da subito, visto che è al piano seminterrato);

    – Spostamento dell’edificio progettato sull’area di pertinenza di oltre 5 metri (vedasi i grafici del Regolamento Urbanistico di Monteriggioni).

    Lei, Arch. DI BENE Anna, ai miei occhi (e spero vivamente anche a quelli delle Autorità di Giustizia), è chiaramente colpevole di non aver applicato il divieto di accertamento di compatibilità paesaggistica ex art. 146 e 167 del Codice del paesaggio, vigente dal 12/5/2006 (quasi un anno prima del rilascio della falsa ordinaria autorizzazione paesaggistica n. 18/2007), stante l’evidentissimo aumento di volume e di superficie.

    Aumenti di volume e di superficie PERALTRO DICHIARATI dal progettista e direttore dei lavori Ing. Roberto Rey nella propria richiesta di autorizzazione paesaggistica in variante: “Nel corso della esecuzione dei lavori in cantiere sono state riscontrate differenze delle dimensioni del lotto tra i catastali di riferimento e la situazione esistente in campagna: tale stato di cose ha reso necessario un lieve slittamento verso valle ed una rotazione dell’edificio. Così facendo uno spigolo dell’edificio (circa 1,70 ml x 0,70 ml) andava ad insistere parte su proprietà del comune di Monteriggioni e parte su proprietà Anas spa. Per risolvere tale problema rapidamente, in modo da poter evitare la richiesta di approvazioni che avrebbero comportato tempi lunghissimi e, inoltre, frazionamenti catastali ed atti pubblici di cessione (il tutto per pochi metri quadrati di terreno), si è deciso di variare planimetricamente l’edificio in modo da non uscire dalla proprietà del Costone. A seguito di questa variazione planimetrica e per la situazione altimetrica del terreno si è presentata la possibilità di realizzare con un modesto ampliamento della superficie dell’edificio una piccola foresteria per gli atleti a servizio/accessorio della destinazione principale in grado di rappresentare un utile completamento dell’edificio in via di esecuzione”.

    E Lei, arch. DI BENE Anna, oggi va a chiedere al Comune di Monteriggioni una relazione circa la regolarità delle procedure e delle autorizzazioni ???

    A ragion veduta, allora, il Presidente del Consiglio vuole fare fuori le Soprintendenze!!!

    Siete soltanto buoni a rompere le scatole per una finestra, mentre siete proni ai desiderata del potente di turno!!! VERGOGNA!!!

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