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di Pierluigi Piccini

Durante il confronto televisivo con Scaramelli le affermazioni che più mi hanno colpito sono state la determinazione con la quale il consigliere regionale motivava la necessità, per le prossime amministrative comunali, di andare, il Pd di Siena, alleato con una lista civica. Lista civica che dovrebbe indicare il candidato a sindaco. Strano! Il Pd rinuncia a esprimere un candidato. Forse il Pd è consapevole della grande difficoltà che ha creato al territorio, tanto da decidere di “nascondersi”? Si, di nascondersi dietro una lista civica creata ad arte, simile a una delle tante liste che in questi anni sono state costruite per appoggiare il candidato di turno. Basti ricordare a questo proposito, fra le altre, la 53100 o l’associazione Noi (oggi Noi-Siena vicina a Scaramelli). Altra cosa strana: nel Pd rimangono iscritti persone che tutti avrebbero pensato che sarebbero andati con D’Alema & C. Tutto faceva pensare che un Ceccuzzi o un Bezzini sarebbero passati nelle file del nuovo partito della sinistra. Invece no, restano con Renzi. Lo stesso Masi è salito sul carro. Rimangono come Scaramelli che teorizza la lista civica di comodo. Sono certo che i due abbiamo fatto un accordo e non soltanto per le comunali: c’è il congresso, le regionali e le politiche. Quel tanto sbandierato rinnovamento della politica, delle liste civiche come espressione del meglio che può esprimere la comunità senese (Scaramelli), in verità non è altro che opportunismo per i soliti accordi di sempre. Ceccuzzi sta riproponendo lo schema di gioco che ha costantemente messo in atto quando ci sono le elezioni; il “rottamatore” Scaramelli che non ha compreso Siena, come si è capito dalla trasmissione televisiva di Canale 3, la considera solo un serbatoio di voti per avventure politiche personali che hanno poco a che vedere con la città capoluogo. Questa alleanza fra il dalemiano Ceccuzzi (la vicenda del referendum è solo un episodio) e il renziano Scaramelli ha un obiettivo comune, togliere di mezzo Valentini. Solo lui non se ne è accorto. Una mozione di sfiducia in consiglio comunale si può sempre trovare e gli argomenti sui ritardi dell’amministrazione sono così tanti che trovare un pretesto non è poi molto difficile, o comunque qualcosa per farlo cadere. Il consigliere regionale ha sempre criticato l’operato dell’ex sindaco di Monteriggioni, per lui e per i suoi, sarebbe semplice confermare tale giudizio con un voto. Ceccuzzi che tiene in mano la maggioranza, ha tutto l’interesse ad avere un candidato da manovrare, se poi fosse uno dei suoi ex assessori o un ex capogruppo tutto sarebbe più agevole, insomma un aspirante alla carica di sindaco, fantoccio. Cioè, continuare nel modo di fare più congeniale a Ceccuzzi: esserci senza apparire.

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