Poser un lapin (r.p.)
Caro Pierluigi,

hai fatto bene a mettere in evidenza questi temi , ma bisogna proporre le soluzioni. Tu le conosci e hai tutti i mezzi per portare avanti una politica di ristrutturazione del sistema locale senese. Bisogna avere il coraggio di chiedere le collaborazioni a gente nuova, ma senza “rottamare” i “vecchi saggi ” ai quali si può ricorrere per pareri o consigli. Loro devono però restare fuori! Devono godere la villeggiatura che gli spetta in luoghi caldi assolati e pieni di nuove attrazioni, che sostituiranno e credo per molti con immenso godimento, le ormai vecchie, sedentarie e un po’ onanistiche abitudini. Magari suggerendogli di fare un viaggio per ammirare gli straordinari affreschi di Deir es-Salib, ammesso che li conoscano. Basta con le rievocazioni macabre e le commemorazioni pompose ormai retaggio di una necrofilia culturale che non giova a nessuno, se non a chi ne ordisce le trame e ne impone la reiterazione. Rendiamo quel “piccolo spazio fatto di disciplina coscienza ordine e amore” , per parafrasare Bergman in Fanny e Alexander, un grande spazio dove lasciare che le giovani coscienze si sviluppino libere dalle opprimenti e sterili autorità , le quali ormai fanno fatica pure a stare nei libri di scuola. Si smetta di prendere in giro i giovani e gli si lasci spazio per coltivare per tempo il loro futuro e quello di una nuova società. I “vecchi saggi” smettano di “tirare sole” alle giovani generazioni e lascino che queste siano libere di contribuire al futuro della nazione senza il terrore di essere sempre tratte in inganno da mirabolanti e fantasmagoriche illusioni.

 

I Flussi e i Luoghi.