Nel dettaglio si nasconde il diavolo.

cartellonistica

Nel dettaglio si nasconde il diavolo.

di Pierluigi Piccini

Allora, entriamo nelle questioni più di merito della nuova segnaletica per vedere se è come viene costruito il rapporto con il privato vincitore della gara e come il comune intende conservare, se lo vuole conservare, la presenza pubblica su un argomento così delicato come la politica dei flussi e il rapporto di quest’ultimi con gli operatori del settore. Non voglio scomodare riflessioni più generali che riguardano il Piano Operativo o il Piano della Mobilità, di cui sarebbe stato bene tenere conto. Neppure del rapporto fra Welfare Urbano e flussi legati all’economia della globalizzazione, rapporto che determina la qualità urbana soprattutto nei centri storici e in centri storici fragili come quello di Siena. Lasciamo perdere, per amor di patria, anche i servizi relativi al turismo e alla qualità dei tour operator. Occupiamoci delle cose apparentemente più spicciole, di dettaglio, per verificare se il Comune, ancora una volta, per la politica dell’annuncio, ha sprecato una occasione di particolare interesse.
Le informazioni aggiuntive presenti nella segnaletica scaricabili da QR code (tecnologia ormai obsoleta) staranno all’interno di un sito privato? O in un sito istituzionale del Comune? Nel primo caso la scelta avrebbe non pochi problemi gestionali, vediamoli: nel caso in cui l’Amministrazione si volesse avvalere, nel futuro, di un’altra ditta, anche per il semplice aggiornamento, il Comune non può intervenire con i propri mezzi sul sito, ma deve passare dalla ditta oggetto di gara? In caso si volesse cambiare il sito di riferimento, il QR code sul cartello sarebbe inutilizzabile? Perché la ditta aggiudicataria non rimanda a un indirizzo del Comune?
In più, che mappe vengono utilizzate? Se fossero quelle di Google, che apparentemente sono gratuite, perché, viceversa, una loro pubblicità, ovviamente, a pagamento; gli esercizi commerciali vengono presentati secondo un criterio basato su quanto hanno pagato. Che dovranno fare quest’ultimi ricorrere a Google (privato) per arrivare primi nelle segnalazioni? In questo modo il potere della comunicazione è nelle mani di Google e il Comune non ha nessun tipo di controllo. Esistono, per contro, anche mappe non sponsorizzate e gratuite. È presumibile pensare che il turista che utilizza le informazioni su un cartello istituzionale, si aspetti di ricevere i contenuti dal Comune di Siena, che dovrebbe garantire l’imparzialità delle informazioni fornite agli utenti. Il Comune si è posto il problema? Come intende risolverlo? Anche l’ipotesi, eventuale, di mettere un doppio fornitore, Comune e Google, non sembra corretta.
Le richieste di chiarimento potrebbero sembrare, a qualcuno, troppo minute, ma nel dettaglio si nasconde il diavolo, sono i dettagli che fanno la qualità di un territorio e sempre in questi si misura la capacità di chi amministra.

One Reply to “Nel dettaglio si nasconde il diavolo.”

  1. Per tutto questo e non solo, aver, di fatto, smantellato il Centro Servizi del Comune è un grave errore che dimostra la miopia e la non conoscenza dei processi che sono in atto da parte di chi amministra. E’ chara la subalternità nei confronti dei privati, l’incapacità ha impostare con loro un rapporto corretto dove il pubblico svolge la sua funzione di garante. Non è neppure il neoliberismo di una parte della sinistra, è solo incompetenza.

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