Rassegna stampa del 31/05/2017.

L’accordo sul clima è essenziale, così segretario generale dell’ONU Antonio GuterresUN chief Guterres says climate deal is essential – BBC News

Lo staff della Casa Bianca diviso sull’accordo sul clima

Trump Advisers Wage Tug of War Before Decision on Climate Deal – New York Times

Merkel potrebbe non amare Trump ma ne ha bisogno! così Fox News

Frau Merkel, you might not like Herr Trump but you need him – Fox News

La disputa di Trump con i leader tedeschi

Trump clashes with German leaders as transatlantic tensions boil over – Guardian

Il lungo viaggio del Primo Ministro cinese Li Keqiang in Europa

Li to focus on trade in European visit – People’s Daily

Se la Merkel guarda all’Oriente

If Germany can’t count on old friends, perhaps it’s time to make new ones – BBC News

Modi in Europa dimentica l’Italia. Quale importanza di questo viaggio?

Merkel and Macron key to Modi’s Europe strategy – Times of India

Gli USA hanno aumentato l’invio delle armi ai ribelli siriani per contenere l’influenza dell’Iran

Syrian rebels: US sends more arms against Iran threat – Al Jazeera

L’Arabia Saudita in guerra con sé stessa e con la regione

S.Arabia in war with itself and region – Tehran Times

Yemen: sull’orlo di una carestia che mette a rischio 7 milioni di persone. Continua l’epidemia di colera

Yemen facing ‘total collapse’ as fighting continues, UN warns – BBC News

Theresa May: i conservatori potrebbero non avere la maggioranza

Tories to fall short of outright majority and face hung parliament, new poll analysis predicts – Independent

L’Arabia Saudita e la Russia sempre più vicine

Принц мирного сосуществования – Kommersant 

L’asse Cina-Germania| L’inflazione nell’Unione Europea | La relazione di Visco sulle banche| La fiducia sulla manovrina| La nuova legge elettorale| Renzi sul web con «Ore nove»| I nuovi dati sulla disoccupazione| Il ritorno di House of Cards| La Nazionale di Ventura a San Marino

 
 

 

 

 

 

 

 

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Pechino-Berlino

di Danilo Taino
Ieri sera ha lasciato Berlino il presidente indiano Narendra Modi, che con alcuni suoi ministri ha incontrato Angela Merkel e il governo tedesco (ndr leggi la cronaca dell’Hindustan Times); stasera arriva nella capitale il primo ministro cinese Li Keqiang, anch’egli accompagnato da una delegazione di ministri. Con la cancelliera e alcuni responsabili di dicasteri, discuteranno di rapporti bilaterali – in buona misura affari -, della situazione internazionale, della preparazione del G20 a presidenza tedesca che si terrà il 7 e 8 luglio ad Amburgo. Il rapporto tra Berlino e Pechino è molto forte, soprattutto per ragioni economiche. La disputa – anzi, la più che mezza rottura – tra Merkel e Donald Trump carica però l’incontro di nuovi significati. Meno convinta della solidità della relazione transatlantica, la cancelliera cerca in parte a Oriente quello che dice di non trovare più a Occidente: difesa della liberta di commercio, impegno al rispetto dell’accordo sul clima di Parigi e, naturalmente, business per le imprese tedesche. La coincidenza della crisi nelle relazioni con l’America e le visite di Modi e di Li non è voluta. E è improbabile che Merkel pensi di mettere Pechino nell’Olimpo dei difensori dei valori occidentali al posto di Washington. Ciò nonostante, la Germania sembra oggi un po’ più una tappa della Via della Seta. (nella foto Reuters, il premier cinese Li Keqiang e Angela Merkel al vertice Europa-Asia di Milano, nell’ottobre 2014)

 

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Inflazione sotto il 2%

di Giuliana Ferraino
Arriva questa mattina, alle 11, il dato sull’inflazione media nella zona euro (e contemporaneamente l’Istat darà la lettura dei prezzi al consumo in Italia). Dopo il valore di aprile, che ha segnato un balzo dell’indice europeo fino all’1,9% dall’1,5% di marzo, c’è attesa per il dato di maggio. Il mandato della Banca centrale europea prevede un target per l’inflazione vicino ma sotto il 2% per l’area euro. Se quella soglia venisse raggiunta, gli oppositori della politica monetaria ultra espansiva avrebbero nuove munizioni per alzare il tiro contro il presidente della Bce, Mario Draghi. Nella sua ultima audizione al Parlamento Ue, Draghi ha ribadito che la zona euro ha ancora bisogno di stimolo, nonostante la crescita si rafforzi. In Germania, però, l’insofferenza cresce, e arriva in tribunale. Ieri Markus Kerbes, professore di diritto pubblico all’Università Tecnica di Berlino, ha presentato un’ingiunzione alla Corte Costituzionale tedesca, chiedendo l’immediata sospensione degli acquisti di titoli pubblici da parte della Bundesbank, la Banca centrale tedesca, nell’ambito del programma di quantitative easing della Bce, che ogni mese compra titoli pubblici sul mercato per 60 miliardi di euro. «I rischi per i contribuenti tedeschi sono diventati insopportabili», ha spiegato Kerbes, che ha detto di agire per conto di un gruppo imprenditori tedeschi. Il braccio di ferro continua. (qui tutti gli articoli della sezione Economia del Corriere)

 

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Visco e le bad bank

di Giovanni Stringa
E’ oggi il «Bankitalia-day», il giorno della relazione annuale della Banca d’Italia, delle «considerazioni finali del governatore Ignazio Visco». Quest’anno più che mai le parole di Visco saranno ascoltate con molta attenzione, visto il momento convulso per una parte del sistema bancario italiano. Basta pensare alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca: i fondi Atlante e Atlante II hanno appena sottolineato che non inietteranno altre risorse negli istituti veneti, mentre continua la delicata trattativa tra Roma e Bruxelles sul costo a carico dei privati nella ricapitalizzazione delle due banche. Potrebbe andare invece in un’altra direzione l’intervento della nuova presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina: «Al momento non ci è stato chiesto e non è questo un argomento all’ordine del giorno, ma nel momento» in cui dovesse arrivare la richiesta di nuovo apporto di capitale per il fondo Atlante, «faremo una nuova analisi dei rischi e dell’interesse dell’assicuratore», ha detto Farina, precisando che «a priori non si può mai dire, dipende dal tipo di intervento richiesto». Resta ora da vedere se ad Atlante arriveranno nuovi fondi, dalle Poste o da altri soggetti, e dove questi potrebbero essere indirizzati. Ma, prima, la parola passa a Visco. (qui tutti gli articoli della sezione Economia del Corriere)

 

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Fiducia sulla manovra

di Francesco Di Frischia
Inizia oggi alle 17.30 la votazione sulla fiducia che il governo Gentiloni ha posto alla Camera sulla manovra. Le dichiarazioni di voto cominciano alle 15:30. Lo ha stabilito ieri la conferenza dei capigruppo di Montecitorio dopo che la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro (nella foto Ansa), ha posto nell’aula di Montecitorio, a nome dell’esecutivo, la fiducia sul testo approvato dalla commissione Bilancio. Dopo la votazione, l’assemblea passa all’esame degli ordini del giorno al testo. Il voto finale sul provvedimento, che potrà quindi essere inviato al Senato per il varo definitivo, è previsto entro le 12 di giovedì 1 giugno. La manovrina, che vale lo 0,2% del Pil, pari a 3,4 miliardi di euro, è stata voluta dai vertici di Bruxelles per sistemare momentaneamente i conti pubblici in attesa della Legge di bilancio, ben più corposa, che questo o un altro esecutivo dovrà comunque presentare entro il 15 ottobre prossimo. Tra le misure contenute nella manovrina (leggi qui le schede del Corriere preparate da Mario Sensini), nuove norme per facilitare lo smaltimento dei credit in sofferenza delle banche, il ripristino dei poteri dell’Autorità anticorruzione (Anac) sugli appalti, il prestito ponte da 600 milioni per il tentativo di salvataggio dell’Alitalia, lo stop al Tar sulla nomina dei direttori dei musei e la ridefinizione degli accordi tra l’Anas e il Gruppo Toto, concessionario dell’Autostrada dei Parchi. (qui tutti gli articoli della sezione Economia del Corriere)

 

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Voto alla tedesca

di Dino Martirano
Dopo il via libera della direzione del Pd, stasera arriva in Commissione alla Camera il «vero» testo della legge elettorale proporzionale ispirato al modello tedesco e frutto dell’«accordone» tra i Dem, FI e M5S. Il relatore, Emanuele Fiano (Pd), dovrebbe depositare un maxi emendamento completamente sostitutivo del testo base (il «Rosatellum maggioritario», la prima scelta del Pd) che tiene conto delle radicali proposte di modifica presentate da Fi e dai grillini. Molti i nodi ancora da risolvere (paracadute per i multicandidati, metodo per l’individuazione degli eletti, riparto nazionale o circoscrizionale della quota proporzionale, etc) che saranno oggetto dei sub-emendamenti che possono essere presentati da deputati della Commissione. Visto il calendario (legge approvata anche dal Senato entro il 7 luglio) annunciato dal segretario del Pd, Matteo Renzi, è probabile che da stasera la commissione procederà ad oltranza, anche in notturna, per arrivare puntuale all’appuntamento con l’Aula fissato per il 5 giugno. Se il calendario venisse rispettato il Parlamento finirebbe il suo «ultimo lavoro» entro il 24 luglio. La data ultima di scioglimento delle Camere se si vuole veramente andare a votare il 24 settembre, insieme ai tedeschi. (qui tutti gli articoli della sezione Politica del Corriere)

 

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L’ora di Renzi (e Bob)

di Redazione Digital
Dopo l’applicazione per smartphone e tablet «Bob» (così chiamata in ricordo di Robert Kennedy), Matteo Renzi lancia oggi una trasmissione web di 15 minuti, che a turno il gruppo dirigente gestirà. Si chiamerà «Ore nove». La App dei Dem, cui si èpotrà accedere con un Pin per esprimere le proprie opinioni, sarà uno strumento «contro le bufale, contro le fake news». La gestirà Proforma, l’agenzia di comunicazione che segue Renzi dal 2013 (direttore creativo Giovanni Sasso, lo stesso spin doctor che per anni ha consigliato Emiliano) e che a Bari ha accompagnato l’ex premier nella partita di calcetto immortalata su Instagram il 3 marzo scorso. Il segretario dem ha anche annunciato una nuova iniziativa: «Ci sarà la partenza di un treno fisico che toccherà tutte le regioni e le province italiane». (qui tutti gli articoli della sezione Politica del Corriere)

 

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Sgravi e disoccupati

di Enrico Marro
La frenata dell’occupazione, dovuta alla fine della decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato, potrebbe essere confermata dai dati di oggi dell’Istat relativi ad aprile. Quando il governo Renzi si insediò, nel febbraio 2014, gli occupati erano 22 milioni 137 mila, un milione in meno rispetto al picco di 23 milioni 189 mila toccato nell’aprile del 2008. La crisi aveva colpito duramente. Il tasso di occupazione (15-64 anni) era sceso, nello stesso periodo, dal 58,9% al 55,4% e la disoccupazione era raddoppiata, dal 6,8% al 12,9% (quella giovanile dal 20,3% al 43,3%). Dal 2014, grazie anche al miglioramento della congiuntura internazionale, la lenta ripresa. Gli occupati, sono aumentati complessivamente di 733mila, toccando i 22 milioni 870mila lo scorso marzo. Il tasso di occupazione è risalito al 57,6%, la disoccupazione è leggermente calata, all’11,7% (quella giovanile al 34,1%). Grazie alla decontribuzione, i lavoratori a tempo indeterminato sono passati da circa 14,5 milioni nel 2014 a 14 milioni 973mila lo scorso marzo. Sono aumentati anche i contratti a termine, dai circa 2,3 milioni del 2014 ai 2 milioni e 538mila di marzo. Ma soprattutto, dalla metà del 2016, l’incremento degli occupati, registra variazioni mensili poco significative, e il dato sembra essersi stabilizzato intorno ai 22 milioni 850mila. Nonostante i quasi 20 miliardi di euro di sgravi, un livello ancora lontano da quello del 2008. (qui tutti gli articoli della sezione Economia del Corriere)

 

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Trump copia Underwood

di Renato Franco
«Trump ha rubato tutte le nostre idee per la prossima stagione». Basta questa affermazione di Robin Wright (ndr. leggi qui l’intervista rilasciata dall’attrice al Guardian) per capire che la quinta stagione di House of Cards (al via oggi su Sky Atlantic) promette bene. Tredici nuovi episodi con la coppia presidenziale più avvelenata che mai: il presidente Frank Urderwood (Kevin Spacey) che giura guerra all’Ico, sistema terroristico di matrice islamista, e la First lady (Robin Wright, al cui look come Claire Underwood, dicono i maligni, si ispira talvolta a quello di Melania Trump: guarda la gallery) che accetta di tornare al suo fianco a condizione che il marito la candidi alla vicepresidenza nel ticket democratico per le elezioni presidenziali. «Noi non subiamo il terrore, noi creiamo il terrore» la loro minaccia. Acqua fresca, Trump li ha ormai superati a destra. Il prossimo anno sarà dura stupire.

 

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Le chiavi della Nazionale

di Alessandro Bocci
Gioca l’Italia sperimentale, quella fortemente voluta da Gian Piero Ventura e costruita attraverso tre stage e un duro lavoro diplomatico con i club. Stasera, alle 21.30 allo stadio Castellani di Empoli, le promesse di domani si vestono d’azzurro contro San Marino: «Non conta se vinciamo, ma come vinciamo e con quale intensità giochiamo. Questa partita serve a capire a quali di questi ragazzi possiamo dare le chiavi della Nazionale», spiega il c.t.. La formazione è più o meno fatta: in porta Scuffet, la difesa è guidata dall’atalantino Caldara già promesso alla Juve tra 12 mesi, in mezzo al campo Gagliardini e Baselli, sugli esterni Berardi e Chiesa, i due centravanti del 4-2-4 saranno Petagna e Lapadula. Due tempi, due squadre diverse. Dopo si farà sul serio con la Nazionale vera: il 7 giugno a Nizza contro l’Uruguay per tentare di entrare tra le prime dieci del ranking Fifa e l’11 giugno a Udine con il Liechtenstein per le qualificazioni al Mondiale 2018 in Russia. (qui tutti gli articoli della sezione Sport del Corriere).

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