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di Pierluigi Piccini

Succedono cose curiose in quel di Siena Parcheggi la cui assemblea dei soci (socio unico dell’azienda è il Comune di Siena che detiene il 100% delle partecipazioni) si è riunita il 20 di Aprile senza procedere però all’approvazione del bilancio 2016, comunque, in quella sede, il presidente ha dichiarato un risultato di gestione di 450.000 euro. Un utile con un forte aumento di 150.000 euro in più rispetto all’esercizio precedente. Una crescita pari al 33%, incremento straordinario, abnorme, per una società di servizi che dovrebbe avere una marginalità ben definita in quanto gestisce affidamenti pubblici o di pubblica utilità. Non è che di per se la cosa dispiaccia visto che si tratta di una partecipata del Comune, ma vediamo nel dettaglio, da cosa è determinato tale super incremento. La Siena Parcheggi ha avuto in tutti questi anni una forte propensione a fare investimenti significativi sul territorio sempre finalizzati alla sosta, alla mobilità o all’innovazione, con un miglioramento tangibile per il cittadino senese e per i visitatori straordinari di Siena. E allora, cosa è successo? A ben guardare e lontani dagli entusiastici annunci del sindaco Valentini, a partire dal 2016 non si è speso più per gli investimenti e proprio il 2016 è stato sotto questo punto di vista un anno nero. In più, e proprio nell’assemblea sopracitata che non ha approvato il bilancio, viene presentato un nuovo piano di investimenti triennale che stravolge quello, sempre triennale, presentato l’anno precedente. Nel nuovo triennale spariscono opere di grande importanza annunciate trionfalmente in varie occasione. Iniziamo dicendo che gli investimenti per il 2017 passano dai previsti 805.000 a 237.000 euro, scelta incomprensibile alla luce del già citato utile. Scompare poi, senza che vi sia traccia di spiegazione, l’importante intervento di restauro della pavimentazione dei piazzali sovrastanti i parcheggi di San Miniato inserito nel budget dell’anno passato per una spesa, per il solo 2017, di 550.000 euro. Ora non pensiamo che chi lo ha inserito fosse totalmente schiocco e non abbia fatto le verifiche del caso, visto che è stato premiato con un altro importante incarico istituzionale. Nel nuovo piano, quindi, non c’è più traccia dell’intervento per San Miniato: non viene data alcuna spiegazione negli articoli di stampa, nei comunicati, nei rapporti con i cittadini del quartiere a cui l’intervento era stato prospettato e promesso. Il piano di investimenti triennale di una delle più importanti realtà partecipate da parte del Comune di Siena viene trasformato da fondamentale strumento di programmazione a diario dei sogni dell’attuale sindaco come l’eliminazione dei bollini per la sosta, il tutto in chiave preelettorale. Ci è venuto il dubbio che per premiare cotanto ingegno il Comune di Siena abbia deciso, nella stessa sede assembleare, di creare un caso più unico che raro aumentando sensibilmente il compenso per un unico amministratore in barba alle riduzioni stabilite dalla riforma Madia e dagli indirizzi del Governo; in barba anche a quanto sbandierato dal Valentini non più tardi di dodici mesi fa sugli emolumenti agli amministratori della società in questione. Alcune volte, come in questo caso la forma è sostanza e le assemblee dei soci (Comune di Siena socio unico) diventano la volontà del singolo (Valentini) che cambia a piacimento le regole che esso stesso si era dato nell’assemblea precedente. Ah! A proposito, sarebbe bene che tutti gli amministratori nominati l’anno scorso presentassero i dati obbligatori riguardo ai propri redditi e incarichi, non vorremmo che qualcuno aprendo la pagina on line dedicata alla trasparenza della Siena Parcheggi si dovesse accorgere che a mancare nella dichiarazione fosse proprio qualcuna molto vicina all’attuale sindaco di Siena.