Luigi Garzi, Sogno di Giacobbe.

 

Restauro a cura di
FABIO PORZIO

Il dipinto Sogno di Giacobbe di Luigi Garzi (olio su tela ) è stato restaurato in occasione della mostra Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini, Casa delle Esposizioni – Illegio (read more)

opera prima del restauro

Stato di conservazione

L’opera si presentava in un cattivo stato di conservazione:
La superficie pittorica appariva ricoperta da uno spesso strato di sporco composto da particellato grasso, vernici e scolature di gomma lacca. Al di sotto di tale strato ve ne era un altro, molto disomogeneo, composto da spesse vernici ingiallite ( probabilmente vernice Dammar).
La pellicola pittorica appariva in alcune zone abrasa e  con spessori di colore molto differenti:  nella zona della scala e degli  Angeli  le pennellate erano molto sottili e magre di colore, mentre l’Angelo in primo piano e Giacobbe rivelavano una pennellata spessa e corposa. In particolare la superficie dei panneggi di Giacobbe si presentava molto ruvida e piena di  minuscole “sopraelevazioni”. Questo fenomeno era dovuto al fatto che il quadro è pieno di “pentimenti “ ovunque e   che laddove il colore è più spesso, come sul panneggio rosso, il colore stesso tende a “slittare” su quello sottostante e, nel muoversi, forma  queste piccole “montagnette”.
In altre parti dove il colore è sottile, si vede chiaramente il disegno sottostante e le sue pennellate.
La tela di supporto risultava molto depauperata e fragile, nonché piena di piccoli buchi e di lacerazioni che in alcuni casi avevano fatto  perdere la pellicola  pittorica originale. Lungo la maggior parte del suo perimetro, la tela originale risultava lacerata a causa dell’attrito dello spigolo dei montanti del telaio  originale.
Interventi di restauro

il dipinto durante la pulitura

   
Particolari durante la pulitura
Nell’intervento di restauro  si è pulita la superficie pittorica con miscele di solventi: acqua ed acetone e triammonio citrato.
– Si è rifinita la pulitura con bisturi a lama mobile e acido acetico.
La tela originale è stata foderata con una nuova tela di lino/misto cotone di tipo “mediovale” con adesivo termoplastico sintetico (BEVAfilm), mentre la  pellicola pittorica è stata consolidata con impregnazione data a pennello sul retro di Plexisol 200 al 10%.
– La tela originale e quella di rifodero sono state montate su di un nuovo telaio di legno a struttura espandibile.
– La superficie dipinta è stata protetta con vernice retoucher data a pennello per separare la pellicola pittorica originale dagl’interventi successivi e ridare il corretto indice di rifrazione.
– Si sono stuccate le lacune con stucco composto da gesso di Bologna e colla di coniglio e si è passati alla fase delle reintegrazione pittorica con colori ad acquarello ed a vernice per il restauro.
Si è ultimato il restauro proteggendo la superficie dipinta con vernice retoucher e blanc mat miscelate a caldo ed applicate per nebulizzazione.

 Dipinto restaurato

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