IL VETO DEL PD SULL’AUDIZIONE DELLA DOTTORESSA BUSCALFERRI E IL SUPER TESTIMONE SCARAMELLI.

 

giannarelli Il cerchio piano piano, si sta chiudendo ed emergono, in tutta la loro evidenza, fatti gravissimi riguardo la gestione del Pd senese e regionale dell’affaire Mps. Apprendiamo direttamente dalla Dott.ssa Buscalferri, che la stessa non è stata ascoltata dalla commissione regionale d’inchiesta su Mps, per via di un veto posto dai membri del Partito Democratico. Questo il testo originale del commento pervenutoci:

All’inizio dell’insediamento della citata Commissione, fui preallertata per una convocazione
La notizia mi fu confermata da Tommaso Fattori consigliere di opposizione a cui avevo fatto pervenire alcuni articoli da me scritti : fu lui medesimo a dirmi che c’era stato il veto di tutto il
PD sulla deposizione della mia persona. Correva il mese di Novembre 2015, da allora nessuno mi ha più nè contattato nè cercato.
Antonella Eleonora Buscalferri

Tre aspetti sono gravissimi rispetto a questa vicenda. Il primo riguarda la valenza di una commissione d’inchiesta, se questa agisce in condizione di libertà condizionata, per causa dei veti di una parte politica. Il secondo aspetto, altrettanto grave, è quello riguardante il presidente della commissione Giacomo Giannarelli, che difronte ad un atto del genere, non denuncia la cosa e non rende pubblici questi atteggiamenti gravemente condizionanti, non ne era a conoscenza? A questo punto (giusto per farsi due risate) sarebbe quasi il caso, di istituire una commissione d’inchiesta sulla commissione d’inchiesta. Tutta roba da film, il maestro Monicelli l’avrebbe saputa inquadrare in maniera magistrale. Il veto nei confronti della dott.ssa Buscalferri nasconde ciò che noi andiamo denunciando da tempo, essendo lei stata membro di quella Deputazione Generale della Fondazione Mps, presieduta da Mancini, la quale decise in un modo tutto da approfondire, vista la palese violazione dell’allora statuto della Fondazione, quell’operazione “Fresh” (per finanziare l’acquisto di Antoveneta), nell’occhio del ciclone anche dell’inchiesta di Milano. Della stessa deputazione facevano parte anche l’attuale assessore Paolo Mazzini e l’ex assessore della giunta Ceccuzzi, Paola Rosignoli, moglie del vice sindaco Mancuso. Perché fu deciso di convocare la Buscalferri e non anche gli altri membri della deputazione,  come Mazzini e Rosignoli, nominati in quota del Pd senese? E il veto sulla Buscalferri, è stato messo perché sarebbe stata troppo palese questa differenza di trattamento? E’ chiaro a tutti il goffo tentativo del Pd di togliersi da qualsiasi imbarazzo.

scara-ceccuzzi-e-c. Ed ora veniamo al super testimone Stefano Scaramelli da Chiusi, il quale ai microfoni di Antenna Radio Esse (ascolta qui) ci racconta che ad una riunione del Partito Democratico del 2011, presenti tutti gli organi del partito e il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini, decisero (lui dice di essere stato contrario), sull’aumento di capitale della Banca Mps. Ma si è capita o no, la portata di una dichiarazione del genere? Praticamente il partito riunito decide sull’aumento di capitale di una Banca quotata in borsa? Con quale titoli il sig. Scaramelli e c. avrebbero deciso questa cosa? Noi fossimo la Consob, apriremmo un’inchiesta in un nano secondo su quanto detto dallo Scaramelli, ed insieme alla Consob vedremmo bene anche una bella indagine, finalmente chiarificatrice, della magistratura. Se vogliamo continuare a giocare a chiuccheri, basta dirlo, ma almeno non ci prendiamo per i fondelli, di queste cose nella relazione “prima” della commissione d’inchiesta su Mps, non vi è nemmeno l’ombra. Allora ci vogliamo svegliare, oppure si preferisce fare come sempre finta di niente? Stefano Scaramelli, perché non ti sei presentato spontaneamente alla commissione per raccontare un fatto del genere? Anzi, più che in commissione, era meglio presentarsi direttamente difronte alla magistratura.

2011, quando la banca senese fu bocciata dall’Eba per un deficit di capitale di 3,1 miliardi.

 

https://i0.wp.com/www.ilcittadinoonline.it/wp-content/uploads/originali/cut1307371607510.jpgCurioso che, ancora una volta, le forche caudine del Monte siano rappresentate dall’esito degli stress test, proprio come nell’autunno del 2011, quando la banca senese fu bocciata dall’Eba per un deficit di capitale di 3,1 miliardi, poi ridottosi a poco più di due miliardi grazie ad alcune operazioni di capital management.

Mps, un “Monte” di incertezze dietro il crollo del titolo.

https://it.finance.yahoo.com/notizie/mps-un-monte-di-incertezze-dietro-il-crollo-174313425.html

C’è di peggio, Scaramelli dice che nel 2011 l’aumento di capitale fu votato in una riunione del Pd, alla presenza del presidente della Fondazione (Mancini). Non è sufficiente che abbia votato contro non doveva andarci, ci dica i nomi degli altri partecipanti; c’era anche qualche altro piccolo sindaco della provincia?

https://i0.wp.com/www.gonews.it/wp-content/uploads/2015/09/stefano_scaramelli_leonardo_marras-.jpg

“E’ una relazione molto precisa e puntuale che mette in evidenza le responsabilità. Il Pd fa autocritica in maniera pubblica e ufficiale ed è il primo atto che dimostra questa autocritica, delle corresponsabilità della politica”. Il consigliere regionale Stefano Scaramelli commenta così la relazione definitiva della commissione regionale d’inchiesta sul disastro Mps. “In quegli anni era difficile dissentire, anche se io sono sempre stato in controtendenza dicendo, fin dal 2011, che si poteva scendere sotto il 51%, che la Fondazione poteva star fuori dai tre aumenti di capitale, tranne quello fatto da Antonella Mansi che ha messo in sicurezza l’ente. All’epoca ero però un semplice sindaco di un piccolo comune della provincia di Siena e non avevo certo il peso politico che posso avere adesso per effetto del consenso dei cittadini. Ma gli errori sono stati fatti anche di recente, nel 2015, per esempio, come io ho dichiarato al tempo. Questa relazione è un atto politico molto forte e credo sia giusto che il Pd si assuma la responsabilità di quella classe dirigente del passato che ha fatto certi errori”.

IL PARTITO DEMOCRATICO PRESENTA I NOMI DELLA DIREZIONE COMUNALE E PROVINCIALE.

http://www.oksiena.it/il-partito-democratico-presenta-i-nomi-della-direzione-comunale-e-provinciale.html#.V76jXOfhdWg.twitter

Patetico, inaffidabile, goffo e, soprattutto, plateale. (SUNTO)

Dopo l’atteggiamento sul Palco dei Giudici, di cui abbiamo parlato venerdì, c’è un altro episodio che va rimarcato nella sua gravità. Non poteva che essere la mascotte ha dimostrare tutta la sua inaffidabilità nel ruolo che, purtroppo, ricopre senza averne merito. Quando parla di Palio, della Festa e delle vicende legate alla città di Siena (bilancio compreso), la mascotte non riesce mai a nascondere la sua incapacità, incoerenza, inaffidabilità, inettitudine, ignoranza.

Quelle mani sul volto, allorché Bartoletti alza ancora il nerbo, rappresentano un atteggiamento patetico, un atteggiamento goffo, un atteggiamento plateale da chi, al contrario, dovrebbe restare al di sopra delle parti. Non poteva che materializzarsi così la completa ignoranza ed offesa della mascotte offerta alla città di Siena, che non è la sua città proprio per niente, come non lo è per Manquso.

Levarsi dai coglioni potrebbe non bastare più, visto che ormai l’immagine della Festa è seriamente compromessa. Ed ora divertitivi qui.

22 agosto 2016

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