Morte David Rossi, riunione al Labanof di Milano. Scarselli: “Primi risultati ma servono altri accertamenti”.

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Morte David Rossi, riunione al Labanof di Milano. Scarselli: “Primi risultati ma servono altri accertamenti”

Come sarà la Biennale d’arte di Venezia del 2017 firmata Christine Macel? 

Come sarà la Biennale d’arte di Venezia del 2017 firmata Christine Macel? Qualche (timida) risposta nell’intervista a La Lettura del Corriere della Sera

Intelligence e democrazia. Parola ad Armen Avanessian.

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Aleppo città martire.

Un «appello alla coscienza dei responsabili dei bombardamenti» in Siria, «che dovranno dare conto davanti a Dio» è stato rivolto da Papa Francesco al termine dell’udienza generale di mercoledì 28 settembre in piazza San Pietro. Visibilmente commosso, il Pontefice ha rivolto ancora una volta il proprio «pensiero all’amata e martoriata» nazione, da dove — ha spiegato — continuano a giungere «notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni di Aleppo».

«Unito nella sofferenza, attraverso la preghiera e la vicinanza spirituale» il Papa ha espresso «profondo dolore e viva preoccupazione per quanto accade in questa già martoriata città, dove muoiono bambini, anziani, ammalati, giovani, vecchi», rinnovando «a tutti l’appello a impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo ed urgente».

Tra le altre preoccupazioni espresse dal Pontefice durante i consueti saluti ai gruppi di fedeli, anche quelle «per le sofferenze del popolo messicano» e per gli operai licenziati della Basilicata: «Non può salire più — ha detto in proposito — la percentuale della disoccupazione».

In precedenza Francesco aveva dedicato la catechesi alla figura del buon ladrone. Commentando il brano tratto dal vangelo di Luca (23, 33.39-43) che parla del perdono sulla croce, il Papa ha rimarcato anzitutto che Gesù «in questa grande sofferenza è rimasto così e lì ci ha salvati», mentre «noi sappiamo che non è facile “rimanere sulla croce”, sulle nostre piccole croci di ogni giorno». Ma in particolare, secondo il Pontefice, l’episodio insegna che «la salvezza di Dio è per tutti, nessuno escluso». Perché «la Chiesa non è soltanto per i buoni o per quelli che sembrano» tali «o si credono buoni: è per tutti, e anche preferibilmente per i cattivi». E ciò vale soprattutto in «questo tempo di grazia» che è il giubileo della misericordia. Lo dimostra proprio la vicenda del buon ladrone, «un condannato a morte» che diventa «un modello per noi», per ogni «cristiano che si affida a Gesù». Del resto, ha ricordato Francesco, «è vero, era un ladro. Ma alla fine, pentito, guardando Gesù è riuscito a rubarsi il cielo».

La catechesi del Papa