L’accordo fra in Comune di Siena e il Mibact: un accrocchio!

Risultati immagini per soprintendente Mario Scalini

di Pierluigi Piccini

Le decisioni culturali che da tempo prende il Comune di Siena, questa volta con la complicità del Ministero, sono, quasi sempre, il frutto di scelte infelici. L’attuale amministrazione, a proposito dell’accordo con il Mibact, disattende completamente l’intesa del 2000 fatta dalla città con l’allora ministro Melandri, che prevedeva il trasferimento della Pinacoteca al Santa Maria della Scala, per partorire un accrocchio di accordo che non regge né dal punto di vista culturale, né dal punto di vista economico. Dato che quest’ultimo aspetto sembra essere diventato l’unica cosa che interessa i nostri “eroi”. Il trasferimento, frutto dell’accordo del 2000, era stato suggerito e proposto da alcuni critici d’arte del calibro di Brandi, Previtali e Briganti. Con l’intesa in oggetto la Pinacoteca Nazionale subisce una divisione in tre spezzoni: non funziona ora figuriamoci se frazionata in tre porzioni. Tre parti, l’antico resterà dove è ora, il ‘500 e il ‘600 a Palazzo Chigi alla Postierla, avvalorando così il tanto discusso e discutibile progetto dell’ex soprintendente Scalini. Un terzo spezzone, la collezione Spannocchi (dove le opere senesi sono in netta minoranza), proveniente in parte dal Museo Civico e in parte dalla Pinacoteca al Santa Maria della Scala. L’antico Spedale viene considerato, ancora una volta, un semplice contenitore vuoto da riempire di cose (per staccare biglietti) senza un progetto all’altezza dell’Edificio e senza un disegno strategico per il rilancio del territorio. Non è neppure che si possa dire che gli spazzi lasciati in Palazzo Comunale potranno essere riempiti da altre opere, vista l’esiguità numerica dei quadri che andranno al Santa Maria della Scala. E poi la vocazione del Palazzo è decisamente un’altra. Quindi un accrocchio, tanto sbandierato da alcuni amministratori che governano oggi Siena, che dimostra, ancora una volta, quanto sia lontana la decisione politica dal bene per Siena.